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sabato 5 giugno 2010

Istruzione pubblica, i Comuni lombardi non possono più sopperire alla mancanza di personale scolastico

«Spero che nel corso dei due seminari organizzati da Anci Lombardia (il 16 e 30 giugno dalle 9.30 presso il Palazzo delle Stelline, c.so Magenta 61 Milano, ndr) si possano individuare con le istituzioni elementi utili a soddisfare le esigenze relative a servizi essenziali, non superflui”»

«Maffè scrive a Gelmini e a Formigoni: “Ai tagli agli organici delle scuole si aggiunge la manovra economica: ci vogliono risorse aggiuntive”. Due seminari il 16 e 30 giugno»

Continuano a giungere ad ANCI Lombardia segnalazioni di Sindaci, interpellati dai dirigenti scolastici che hanno preso atto dell’organico assegnato e si sono rivolti ai Comuni per chiedere interventi utili a garantire l’attuazione l’offerta formativa.

“I motivi di preoccupazione sono molti – sottolinea il Presidente del dipartimento Istruzione di Anci Lombardia Pierfranco Maffè, che ha indirizzato una lettera al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - Da una parte assistiamo all’aumento della domanda di servizi scolastici, dovuta al maggior numero di iscrizioni pervenute e all’incremento di domande di tempo scuola “lungo”; dall’altra la manovra economica recentemente assunta dal Governo indebolisce ulteriormente il sistema delle autonomie locali, creando difficoltà agli enti della nostra regione, da sempre disponibili a sostenere le Scuole e l’ampliamento dell’offerta formativa e di servizi da queste programmati. Ma non si possono tagliare in questo modo le risorse ai Comuni e poi aspettarsi che i Sindaci sopperiscano comunque alle carenze del sistema della Pubblica Istruzione: con tutta la buona volontà, oggi questo non ci è più possibile”.

Per quanto riguarda la Scuola dell’infanzia, non si tratta di modificare modelli organizzativi consolidati, come per il tempo pieno o prolungato, ma di garantire o meno il servizio alle famiglie che lo hanno richiesto. Visto l’aumento della popolazione scolastica, si ritiene indispensabile, per la Lombardia, l’assegnazione di risorse aggiuntive. Oltre a ciò, le Sezioni Primavera, un servizio a favore dei bambini tra i 24 e i 36 mesi che le famiglie lombarde hanno dimostrato di apprezzare, andrebbero portate a regime, ma le risorse messe in campo sino a oggi non lo consentono.

Anche sul personale A.T.A., l’adozione delle misure previste dalla Legge n. 133/08 comporterà la consistente riduzione di figure professionali essenziali, soprattutto Collaboratori Scolastici.

Da più parti viene inoltre segnalata la consuetudine di chiedere agli enti locali figure di supporto per gli alunni con disabilità (educatori, facilitatori, assistenti), per compensare la mancata assegnazione di insegnanti di sostegno. E' grande l’impegno profuso sinora dai Comuni lombardi per adottare forme di razionalizzazione degli interventi, di raccordo Scuola-territorio e di gestione associata dei servizi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

“Il momento è difficile per tutti – sottolinea Maffè nella lettera - ma non possono essere le fasce più deboli della popolazione a pagare il prezzo della crisi, né può essere il comparto delle Amministrazioni Comunali, da anni impegnate in un percorso virtuoso di contenimento della spesa pubblica, con risultati positivi e documentabili, a dover ulteriormente subire riduzioni”.

La media della popolazione scolastica per istituto (circa 870 alunni) conferma il grande scrupolo con cui si sono condotte le operazioni di dimensionamento da parte dei Comuni. Anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica, i Comuni lombardi hanno puntualmente eseguito i sopralluoghi previsti e hanno collaborato con Regione e Ministeri per la messa in sicurezza delle Scuole e, ove non sono intervenuti, è stato per rispettare il patto di stabilità. Si è più volte ribadita la necessità di stralciare da tale norma gli interventi finalizzati alla sicurezza.

Sono infine a disposizione di tutti i dati relativi agli interventi realizzati per il diritto allo studio: in una Regione in cui vi è un grande bisogno di servizi (mensa, trasporti, assistenza all’handicap, pre- e post scuola, ecc.), le risorse economiche messe a disposizione dai Comuni lombardi hanno sempre consentito il soddisfacimento delle esigenze evidenziate dalle Scuole e dalle famiglie, promuovendo anche iniziative di integrazione degli alunni stranieri, di alfabetizzazione degli adulti e di sostegno ai progetti deliberati dalle Scuole anche tramite intese territoriali.

“Si comprende la necessità di contenere la spesa e di ridurre gli sprechi – conclude Maffè - ma i dati a disposizione confermano che in Lombardia i Comuni hanno sempre fatto il possibile per raggiungere gli obiettivi e giustamente ora rivendicano il diritto di chiedere al Governo interventi mirati e risorse aggiuntive per chi può dimostrare l’inesistenza di sprechi. Spero che nel corso dei due seminari organizzati da Anci Lombardia (il 16 e 30 giugno dalle 9.30 presso il Palazzo delle Stelline, c.so Magenta 61 Milano, ndr) si possano individuare con le istituzioni elementi utili a soddisfare le esigenze relative a servizi essenziali, non superflui”.
Fonte Anci Lombardia